Breakfast 05: Ajae Gatpandan

Posted: 12/01/2012 in Breakfasts in Rome
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Ajae

 

[Italian and Tagalog versions follow]

At the beginning of October 2011 I took part in the world photowalk 2012. There were around 30 of us in Rome from many different nationalities but there was a group of Filipinos that at first I thought were tourists. At the end of the photowalk we went to a pub where I spoke to some of them and found out that they are part of the Pinoy Photographers Club in Rome which has over 300 members, and that there are around 30,000 Filipinos in Rome. After this first meeting we found each other (inevitable) on Facebook, and made friends with other members of the PPCR. Ajae is one of the members and sometimes models. She didn’t take part in the photowalk and now neither of us can remember who requested friendship on Facebook. It’s not very important. Now we finally have the opportunity to meet each other in person.

We meet at the station near to the Christmas tree and then go to a bar nearby. The bar isn’t important (apart from it being expensive) – Ajae doesn’t go to bars for coffee: “I work in a hotel and always have coffee there,” she explains.

Ajae, the youngest of five siblings, was born in Batangas, an hour and a half away from Manilla in the Philippines. When she was only one year old, her parents decided to come to Rome to look for work and to earn money to offer their children a more secure future. They came alone leaving their children with their grandparents. “It was a very painful decision for them” she says “and they always had the intention that we would also live in Rome. They returned after a year when I was two years old, I didn’t know my parents and wanted to stay with my grandparents and my brothers and sisters also wanted to stay. In the end they decided that it would be better to leave us there and returned to Rome again.” Then, even if she saw her parents when they returned to the Philippines, it wouldn’t be until she was 16 that she came to live in Rome.

“I had to redo middle school,” she says “and at the beginning it was really hard because I didn’t know a word of Italian. I remember that there was a lesson in which the teacher was talking about parasites and had asked the class what they were. I knew what they were and wanted to tell her but I didn’t know the words in Italian.” After middle school she wanted to study information technology but for administrative reasons she had to wait for a year. “I found work as a babysitter and then as a chamber maid for a couple of months” she says “and then they asked me to be a receptionist. I didn’t return to school.”

She started going out with her boyfriend eight years ago in the Philippines but they had known each other since they were young. He is still there and has never been to Italy. “We see each other only once a year in February” she says “it’s hard but we are building our future together. We have a computer business in the Philippines and there will be the inauguration of our first restaurant when I return in February. My mum has returned to work with him in the restaurant. He has pushed me a lot: I was a typical girly girl and though only about shoes, clothes and handbags but he helped me to change and now I am very ambitious.”

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In Rome we are all free: you can do everything you want.
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Ajae has lived in Rome for 11 year and she likes it: “In Rome we are all free,” she says, “you can do everything you want. It’s a city fully of opportunity and it’s relatively easy to find work. However, you shouldn’t waste time. There’s no other city in the world where I’d want to live outside the Philippines.” She continues saying that the people in Rome are friendly and that she’s never had any problems with racism: “I’ve always been treated well” she says, “I believe that we should treat others how we want to be treated.”

As I have already said, she’s a member of the PPCR. She explains that it’s a club for young people and was the idea of a Filipino priest here in Rome. She also like “food tripping” which she explains is the activity of going to different restaurants to try different cuisines.

“Other than my grandparents (and perhaps Filipino food) I don’t miss anything” she says as we finish breakfast “I do things I want to do and when there’s something I want to do, I always find the time to do it.” This seems like a great philosophy for life to me. I admire Ajae a lot for her attitude and her ambition and I think I should overcome my laziness and try to be more like her.

[Italian]

All’inizio di ottobre 2011 ho partecipato al fotowalk modiale 2012. A Roma eravamo più o meno in 30 di tante diverse nazionalità ma c’era un gruppo di filippini che all’inizio pensavo fossero dei touristi. Alla fine del fotowalk siamo andati in un pub dove ho parlato con alcuni di loro scoprendo che fanno parte del Pinoy Photographers Club in Rome che conta oltre 300 membri e che ci sono 30.000 filippini a Roma. Dopo questo primo incontro ci siamo ritrovati (inevitabilmente) su Facebook, stringendo amicizia con altri membri del PPCR. Uno di questi è Ajae che a voltefa anche la modella. Non ha partecipato al fotowalk ed ora non ci ricordiamo se è stata lei ad aggiungermi su Facebook os e l’ho fatto io … ma non è molto importante. Ora abbiamo finalmente l’opportunità a conoscerci di persona.

Ci incontriamo alla stazione vicino all’albero di Natale e poi ci spostiamo in un bar li vicino. Il bar non ha importantza (a parte che alla fine risulterà costoso) – visto che Ajae non ci va per prendere il caffé: “Lavoro in un albergo e lo prendo sempre li,” mi spiega.

Ajae, la più piccola di cinque fratelli, è nata a Batangas, a un’ ora e mezza di distanza da Manila, nelle filippine. Quando aveva solo un anno I suoi genetori hanno deciso trasferersi a Roma per cercare lavoro e per guadagnare un po’ soldi da offrire ai loro figli per un futuro più sicuro. Sono arrivati quie da soli lasciando i loro figli ai nonni. “E’ stata una decisione molto doloroso per loro,” dice, “e hanno sempre desiderato che anche noi venissimo a vivere a Roma. Dopo un anno sono tornati, avendo solo due anni, non ricordavo neanche che fossero e sia io che i miei fratelli volevamo restare con i nonni. Alla fine hanno capito che la decisione migliore era lasciarci lì e sono tornati di nuovo a Roma.” Da quel momento, li ha rivisti solo quando sono tornati nelle filippine, fino a quando a 16 anni ha deciso è venuta a vivere a Roma.

“Dovevo rifare la scuola media” mi dice “ed all’inizio è stato molto difficile perché non sapevo neanche una parola di italiano. Ricordo che una volta, durane una lezione, l’insegnante stava parlando di parassiti e chiese alla classe che cosa fossero. Io lo sapevo ed avrei voluto rispondere ma non riuscii a trovare le parole in italiano.” Finita la scuola media avrei voluto fare informatica ma per motivi amministrativi avrei dovuto aspettare un anno. “Così ho trovato lavoro come babysitter e poi come cameriera per un paio di mesi,” dice “successivamente mi hanno chiesto a fare la receptionist. Così non sono più tornata a scuola.”

Otto anni fa, nelle Filippine, iniziava a frequentare il suo ragazzo che conosceva da quando erano piccoli. Lui è ancora li e non è mai stato in Italia. “Ci vediamo solo una volta all’anno, a febbraio,” dice “è dura ma stiamo costruendo il nostro futuro insieme. Abbiamo un’azienda di computer nelle filippine e quando tonrenrò li a febbraio inaugureremo il nostro primo ristorante. Mia mamma è tornata per lavorare insieme a lui nel ristorante. Lui mi ha spronato molto: ero la tipica ragazza che pensava solo alle scarpe, ai vestiti, alle borse e mi ha aiutato a cambiare ed ora sono molto ambiziosa.”

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Qui siamo tutti liberi: puoi fare tutto ciò che vuoi.
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Sono 11 anni che Ajae vive a Roma e le piace: “Qui siamo tutti liberi,” dice, “puoi fare tutto ciò che vuoi. E’ una città piena di opportunità ed è abbastanza facile trovare lavoro. Non si deve perdere tempo, però. Non c’è un’altra città nel mondo dove vorrei vivere fuori dalle filippine.” Continua dicendo che la gente a Roma è amichevole e non ha mai avuto dei problemi di razzismo: “mi hanno sempre trattato bene” mi dice, “credo che dovremmo trattare gli altri come vogliamo essere trattati noi.”

Come ho già detto, è un membro del PPCR. Mi spiega che è un club di giovani ed è nato dall’idea di un prete filipino che sta qui a Roma. Le piace anche fare “food tripping” che mi spiega consiste nell’andare in diversi ristoranti per assaggiare cucine differenti.

“Oltre ai miei nonni (e forse al cibo filippino) non mi manca niente” mi dice alla fine della colazione “faccio ciò che voglio e trovo sempre il tempo per farlo.” Mi sembra una bellissima filosofia di vita. Ammiro molto Ajae per il suo atteggiamento e la sua ambizione e penso che dovrei vincere la mia pigrizia e cercare di essere simile a lei.

[Tagalog]

Sa simula ng Oktubre 2011, ako ay naging bahagi ng World Photowalk 2012. Humigit kumulang 30 katao mula sa Roma ang sumali na nilahukan ng iba’t ibang lahi ngunit may isang grupo ng mga Filipino na sa unang akala ko ay mga turista lamang. Pagkatapos ng photowalk, kami ay nagpunta sa isang pub kung saan nakausap ko ang ilan sa kanila at napag-alamang sila ay miyembro ng Pinoy Photographers Club in Rome na may higit sa 300 na miyembro, at may 30,000 Filipino ang nasa Roma. Pagkatapos ng photowalk, hinde naming naiwasang magkitakita sa Facebook, at pati ang ilang miyembro ng PPCR ay naging kaibigan ko na din sa Facebook. Si Ajae ay kasali sa kanila na paminsan minsan ay modelo sa mga shoot. Hinde siya kasama sa World Wide Photowalk at wala sa aming dalawa ang nakakaalala kung sino ang nagbigay ng paanyaya para maging magkaibigan sa Facebook. At hinde na rin naman yun importante. Ang pagiging magkaibigan namin ay nagsimula sa Facebook at ngayon ay may opurtunidad na kaming magkita sa personal.

Kami ay nagkita sa may istasyon malapit sa Christmas tree at nagtungo kami sa isang malapit na bar. Hinde na rin naman importante kung saang bar (hinde lang dahil mahal dun) dahil hinde naman pumupunta si Ajae sa bar para magkape; “ Maraming kape sa hotel na pinagtratrabahuhan ko.” sabi niya.

Ipinanganak si Ajae bilang bunso sa limang magkakapatid, sa Batangas na may layong isang oras at kalahati mula sa Maynila. Noong siya ay isang taon lamang, pumunta ang kanyang mga magulang sa Roma para maghanap ng trabaho at makapag-impok ng pera para sa kinabukasan ng kanilang mga anak. Nang sila ay umalis, naiwan ang limang magkakapatid sa kanilang lolo’t lola. “Isa iyong napakasakit na desisyon para sa kanila” sabi ni Ajae “pero sa simula’t simula pa lang ay plano nilang manirahan kami sa Roma. Bumalik sila pagkatapos ng isang taon, dalawang taon pa lang ako ngunit hinde ko sila kilala at gusto ko manatili sa aking mga lolo’t lola gaya ng aking mga kapatid. Nagdesisyon ang aking mga magulang na mas mabuting iwan muna kami at sila ay bumalik sa Roma.” At kahit nakikita nya ang kanyang mga magulang sa malimit nilang pagbabalikbayan, inabot siya ng 16 anyos bago pumayag manirahan sa Roma.

“Kailangan kong ulitin ang high school.” Sabi ni Ajae “at napakahirap sa simula dahil wala akong alam na salita sa Italian. Natatandaan ko nung may leksyon kami tungkol sa parasites at nagtanong ang guro kung ano ang mga iyon. Alam ko ang mga iyon at gusto kong sumagot ngunit hinde ko alam kung papaano koi yon sasabihin sa Italiano.” Pagkatapos ng highschool, ginusto niyang mag-aral ng infortion technology ngunit sa kadahilanang administrative kinailangan niyang maghintay ng isa pang taon. “Nakahanap ako ng trabaho bilang babysitter tapos nagging chambermaid din ako ng ilang buwan” sabi niya “at kinalaunan ay ginawa nila akong receptionist. Hinde na ako bumalik sa eskwelahan.”

Siya ay may kasintahan nang may 8 taon na sa Pilipinas pero magkakilala na sila noong sila ay mga bata pa lamang. Andun pa rin siya at hinde pa nakakapunta ng Italya. “Nagkikita kami tuwing umuuwi ako ng Pebrero taon taon.” Sabi nya “mahirap pero binubuo na namin ang aming kinabukasan. May computer business na kami sa Pilipinas at malapit na rin ang pagbubukas ng aming unang restaurant pag-uwi ko ngayong Pebrero. Nagbalik trabaho ang aking nanay kasama siya sa pagmamanage n gaming restaurant. Tinulungan niya akong mag-impok: ako kasi yung typical na babae na mahilig sa sapatos, damit at bags pero nakumbinsi nya akong magbago at ngayon ako ay marunong na sa buhay.”

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Sa Roma, lahat tayo ay malaya: pwede mong gawin ang lahat ng gusto mong gawin.
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Labing-isang taon nang naninirahan si Ajae sa Roma at gustong gusto naman niya: “ Sa Roma, lahat tayo ay malaya,”sabi niya,”pwede mong gawin ang lahat ng gusto mong gawin. Napakaraming opurtunidad para magkatrabaho at madali ring makahanap sa siyudad na to. Pero, dapat hinde ka nag-aaksaya ng panahon. Walang ibang lugar ang gugustuhin kong manirahan sa labas ng Pilipinas kung hinde ditto lamang.” Sabi din niya na ang tao sa Roma ay palakaibigan at wala siyang nagging problema tungkol sa racism: “Ako ay trinato nilang mahusay” sabi niya,”Naniniwala ako na itrato natin ang iba kung paano mo gustong tratuhin ka ng iba.”

Gaya ng aking sabi, miyembro siya ng PPCR. Sabi niya, ang club na ito ay para sa mga kabataan at pinasimulan ng isang paring Pilipino ditto sa Roma. Gustong gusto rin niyang mag-‘food trip’ kung saan pumupumunta sa mga iba’t ibang restaurant para mag-try ng iba’t ibang putahe.

“Tanging ang aking lolo’t lola (at siguro ung Filipino na pagkain) ang aking namimiss” sabi niya sa pagtatapos n gaming almusal, “Ginagawa ko ang mga bagay na gusto ko gawin at kung may bagay akong gagawin, sinisigurado kong binibigya ko un ng sapat na oras upang aking matapos.” Mukhang maganda ang pilosopiyang ito para sa akin. Hinahangaan ko si Ajae sa kanyang attitude at sa kanyang ambisyon at sa tingin ko, kelangan kong tigilan na ang pagiging tamad at magsimulang maging tulad niya.

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