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Azzurra

 

[Versione italiana di seguito]

Azzurra and I meet at the heart of San Lorenzo, in the church square, at 11.00. It’s not the first time that we’ve spoken; we met on the set of Ilenia Volpe’s video where Azzurra was the scenographer and I was the photographer, we didn’t speak much, only “hi” and that’s all. Following that we met at a party. in the art studio where Azzurra collaborates, before Christmas, and I asked her if she would like to be part of the project: she said yes so we avoided saying much to each other to avoid ruining the conversation for today.

It’s good to see her again. I ask her where we’re going and she explains that nearby there is a bakery/tea-shop called “Bocca di dama”[The Lady’s Mouth] where you can feel really at home: you make your own tea or coffee and select home-made cake (in reality made in the bakery in full-view of the customers). We enter. It’s a really nice place and I like it a lot… I ask for a piece of cake and I discover that they use plastic plates. How sad! For such a beautiful place they really should use porcelain!

Sitting down with tea and cake we start our “real” conversation. We start, but soon I am lost. Not because it’s difficult to understand what she’s telling me but because we move easily from one subject to another – completely different topics – and I can’t find a way to write down my notes in any order. Azzurra’s voice is a little like music, it manages to paint scenes while she speaks, and her words fall softly on my ears. I realise that if we continue like this I won’t have anything that I can write so I start to set fixed points to have a more complete and sequential story.

She tells me that when she was 10 years old she went with her parents to the Uffizi Gallery in Florence and she was fascinated by “Primavera” [Sprin] and “Venere” [Venus] by Botticelli. Before that day she didn’t know what she wanted to be: cook, vet, or artist… but after, it was clear: artist. She went to an art high school and really enjoyed it, “I found my environment, the right classmates… my high school days are unforgettable.” After high school she went to the Accademia delle Belle Arti di Roma, graduated, and then work experience. She then returned to Teramo and moved to the countryside, to Castellalto, her grandparents’ town with only a few hundred inhabitants. “I lived there for four years” she explains “and I met an incredible woman there, Angela, from whom I learned various concepts and techniques important to my work. There was a close collaboration between us which began just with a look. However, something was missing; there was always a ‘what if’ inside me…”

One day Azzurra received a call from Dalia, one of her closest friends: “Azz, I need you… could you come and work for me as a babysitter? I thought about whom I could trust and you came to mind immediately.” The work was in Napoli, where Dalia was working on the set of a film. Azzurra accepted: “It was difficult moving around Napoli with a baby of only three months,” she says “I was aware that I had a great responsibility, of trust… during that period I had to give my all to the baby, and ensure that Dalia could remain calm and tranquil… following that, she asked me to go to Montepiano, on the set of another film. So I did just that, but after only two weeks of babysitting, the scenographer asked me if I could do some work so after organising things with Dalia, who was really pleased for me, I found myself in the scenography department working as a scene painter, and when I could, I helped the stage manager to learn everything I could about this work… in that period I met another Azzurra, it was strange because it was like looking in a mirror – physically, eye colour and hair similar to mine, but in life, my opposite. We joked about it and she said that I was the good one and she the bad, I remember her fondly, and with her my “what if” went away…”

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“we must live, never let go of our freedom, and live and let live”

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They were very intense months, a very important summer, a period of change, with both good times and bad. “I learned that you cannot leave things on hold” she says “and that we must live, never let go of our freedom, and live and let live.”

Perhaps the most important thing was meeting Bruno Melappioni, the Roman artist: “We met in Montepiano. When the summer finished I returned to Rome, not even two days passed before Bruno called me and asked me to visit him in his studio… from that day I began going to the studio and now I’m pursuing my art.”

“I still have lots of things to learn” she continues “and I still don’t know in which direction my life will go: scenographer or artist. This work is very stimulating and sometimes exhausting but very satisfying personally; you always have to be creative to resolve problems that arise. At the end of a project, to understand if it has gone well, you must feel satisfied and full with the knowledge that the next time there will be new problems to face but you will certainly find a solution!” We talk a little about Ilenia’s video and these elements were definitely present. Who knows in which direction life will take us, but in Azzurra’s case, I’m sure that she will find these elements. I sincerely hope that it’s not too long before I again have the pleasure of Azzurra’s company over a cup of tea, to hear the next chapter in her life.

 

[Italiano]

Io e Azzurra ci incontriamo nel cuore di San Lorenzo, nella piazzetta della chiesa alle 11:00. Non è la prima volta che parliamo; ci siamo conosciuti sul set del video di Ilenia Volpe dove Azzurra faceva la scenografa ed io il fotografo, non abbiamo parlato tanto, solo “ciao” e basta. In seguito ci siamo incontrati a una festa nello studio artistico dove collabora Azzurra, prima di Natale, e le ho chiesto se le sarebbe piaciuto fare parte del progetto, mi ha risposto di si e non abbiamo scambiato tante parole per evitare di rovinare la conversazione di oggi.

E’ bello rivederla. Domando dove andiamo e lei mi spiega che nelle vicinanze c’è un pasticceria-caffetteria che si chiama “Bocca di dama” dove ti senti a casa, ti puoi fare il tè o il caffè da solo e scegliere il dolce fatto “in casa” (in realtà “in laboratorio”, in bella vista, del locale). Entriamo. E’ davvero carino e mi piace tanto… prendo una fetta di torta e mi accorgo che usano i piatti di plastica rigidi. Che tristezza! Per un ambiente cosi bello si deve usare la porcellana!

Seduti con tè e dolce iniziamo la nostra “reale” conversazione. Iniziamo, ma presto mi perdo. Non perché è difficile capire le cose che lei mi dice ma perché andiamo facilmente da un discorso all’altro su cose completamente diverse e non riesco a scrivere le note in ordine. La voce di Azzurra è un po’ come la musica, riesce a dipinge le scene mentre parla, con parole che cadano dolcemente sulle mie orecchie. Mi rendo conto che se continuiamo così non avrò nulla che posso scrivere quindi inizio a fissare dei punti per avere una storia più completa e sequenziale.

Mi racconta che quando aveva 10 anni è andata con i suoi genitori agli Uffizi a Firenze ed è rimasta affascinata dalla “Primavera” e dalla “Venere” di Botticelli. Prima di quel giorno non sapeva se voleva essere una cuoca, una veterinaria o un’artista… ma dopo le fu chiaro: artista. E’ andata al liceo artistico e si è divertita molto, “ho trovato il mio ambiente, i giusti compagni… i giorni di liceo sono indimenticabili.” Dopo il liceo è andata all’Accademia delle Belle Arti di Roma, si è laureata e dopo aver avuto delle esperienze lavorative attinenti alla sua qualifica è tornava a Teramo e si è trasferita in campagna, a Castellalto, nel paese dei suoi nonni che conta un centinaio di persone. “Sono stata lì per quattro anni,” mi spiega, “ed ho incontrato una donna incredibile, Angela, dalla quale ho appreso diverse nozioni e tecniche importanti per il mio lavoro, tra di noi si è stretta una forte collaborazione, iniziata con un sguardo. Però, mi mancava qualcosa, c’era sempre questo ‘se’ dentro di me…”

Un giorno Azzurra, riceve la chiamata di Dalia, una sua cara amica: “Azz, ho bisogno di te… potresti venire a lavorare per me come babysitter? Ho pensato di chi mi potevo fidare e mi sei venuta subito in mente tu.” Il lavoro era a Napoli, dove Dalia lavorava sul set di un film. Azzurra accetta: “Era difficile muoversi a Napoli con una bimba di tre mesi” mi dice “ero consapevole di avere una responsabilità grande, di fiducia… durante quel periodo dovevo dare tutta me stessa alla bimba, e far si che Dalia stesse sempre tranquilla … in seguito mi ha chiesto di andare a Montepiano, anche lì sul set di un film. E così ho fatto, solo che dopo due settimane da babysitter, la scenografa mi ha chiesto se potevo realizzare dei lavori e dopo essermi organizzata con Dalia, che era più felice di me, mi sono ritrovata nel reparto di scenografia come pittrice di scena e quando potevo aiutavo l’attrezzista di scena per conoscere tutto di questo lavoro… in quel periodo ho conosciuto un’altra Azzurra, era strano perché sembrava di guardare dentro uno specchio, fisicamente e nei colori degli occhi e dei capelli simili ma nella vita l’opposto, ci scherzavamo sopra lei diceva che io ero quella buona e lei quella cattiva, la ricordo con piacere e con lei è andato via anche il mio “se fossi stata…”

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“bisogna vivere e non farsi mai levare la propria libertà non levarla e lasciar vivere”

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Sono stati dei mesi molto intensi, un’estate molto importante, un periodo di cambiamento, con dei tempi buoni ed altri meno buoni. “Ho imparato che non si possono lasciare le cose in sospeso,” mi dice, “ e che bisogna vivere e non farsi mai levare la propria libertà non levarla e lasciar vivere.”

Forse la cosa più importante era incontrare Bruno Melappioni, l’artista romano: “ci siamo conosciuti a Montepiano. Quando l’estate è finita sono tornata a Roma, non erano passati nemmeno due giorni dal mio ritorno che Bruno mi chiama e mi dice di passare in studio a trovarlo …. da quel giorno ho iniziato a frequentare lo studio ed ora sto portando avanti un discorso artistico.”

“Devo imparare ancora tante cose,” continua “e non so ancora in quale direzione va la mia vita: scenografa o artista. Questo lavoro è così stimolante a volte faticoso ma pieno di soddisfazioni personali, devi usare sempre la creatività e con essa risolvere i problemi che si pongono. Alla fine di un progetto, per capire se è andato tutto bene, ti devi sentire soddisfatta e completa con la consapevolezza che la prossima volta ci saranno nuovi problemi da affrontare ma che di sicuro troverai la soluzione!” Infatti, parliamo un po’ del video di Ilenia e queste cose sicuramente erano presenti. Chissà in quale direzione la vita si spinge però, nel caso di Azzurra, sono sicuro che riuscirà a trovare questi elementi. Spero che non passerà tanto tempo prima di avere di nuovo il piacere di prendere un tè con Azzurra, per sentire il prossimo capitolo della sua vita.

 

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