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Federica

 

[Versione italiana di seguito]

There was a party. There was an exhibition. Both of them at the home of a German friend here in Rome. He had just printed some of his photos and wanted to have an exhibition, so he also had the perfect opportunity to have a party too. That evening I drank a lot of beer and I met a lot of new people – Federica was one of them. We spoke but I confess to her that I don’t remember anything and she tells me that neither does she. This is how we start our conversation in front of the bar where we are going to have breakfast.

“I moved to this area last April” she says. I bought an apartment here because I fell in love with a 1920s building and the internal garden over which I have a view from the balcony. I pass by this bar almost every day and every time I think how nice it would be to have breakfast here: but I haven’t done it until now because usually I have coffee at home. So this is my opportunity.” The bar is called Amelie, and is located in Piazza Verbano in the area of Rome called Trieste. It’s a nice popular place with tables outside where we sit down, even if it’s really cold this morning.

Federica, originally from Naples, went to live in New York in 2000 where she spent the following three years. “I went there for work,” she explains “I’m a biologist and I was doing my Ph.D. It’s very common to go abroad in this field and when the occasion arose I grasped it with both hands! I really liked New York but it was difficult being alone for the first time. I met a lot of people there from all over the world. It was a wonderful experience but I missed my friends and family and it was difficult not having the same cultural background as the Americans. They are also very competitive and I don’t like their health and education systems. I didn’t want to live there forever and I wouldn’t want to bring up children there.”

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It took only six months to have a circle in friends in New York
compared to three years here in Rome.
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I ask her why she came to Rome: “When I decided to return to Italy I didn’t want to go back to Naples, “she says, “it would have been too small for me after New York. I think there are only two cities in Italy like New York: Milan and Rome. Milan is too grey and ugly. Rome on the other hand is beautiful, my brother is also here and it is only two hours from Naples, so it’s easy to visit my friends and relatives there.” She tells me that Romans are not as open as Neapolitans nor like the people in New York: it took only six months to have a circle in friends in New York compared to three years here in Rome. She tells me that New York, Rome and Naples are pretty similar: they’re sunny even if New York is colder; they are all beautiful cities; and there is the water – something which is important to her – “whether it is the sea, the ocean or the river, I couldn’t live somewhere without water nor could I live in an anonymous city” she says.

To get here this morning I took three buses – the advice of the ATAC website, the company which manages the public transport in Rome. Federica looks at me and says that it would have been better to take the number 19 tram which passes close by to my house and to hers. We go together to the tram stop to see it leaving. The number 3 bus arrives soon after and we take it. Federica gets off at work and I continue to Porta Maggiore where I change to take the little train which takes me home. Much easier than this morning. I realise that I have a lot to learn about public transport in Rome: I must study and learn it well! I must also ask my friend when his next party is!

[Italiano]

C’era una festa. C’era anche una mostra. Entrambe erano a casa di un amico tedesco qua a Roma. Aveva appena stampato delle foto e voleva fare una mostra e così ha avuto l’occasione perfetta anche per fare una festa. Quella serata ho bevuto un sacco di birre ed ho conosciuto un sacco di persone nuove e c’era anche Federica. Abbiamo parlato ma le confesso che non mi ricordo niente e mi dice che neppure lei ed è cosi che iniziamo la nostra conversazione di fronte al bar dove facciamo colazione.

“Mi sono trasferita in questa zona ad Aprile scorso” mi dice “ho comprato un appartamento qui perchè mi sono innamorata del palazzo degli anni ‘20 e del giardino interno su cui ho una vista dal balcone. Passo vicino a questo bar quasi ogni giorno e ogni volta penso che sarebbe bello fare colazione qui: ma non l’ho fatto sino ad ora perché di solito prendo il caffé a casa. Quindi questa è un occasione anche per me.” Il bar, che si chiama Amelie, si trova in Piazza Verbano, zona Trieste. E’ bello, popolare e ha dei tavoli fuori dove ci sediamo anche se fa freddissimo questa mattina.

Federica, di origine napoletana, nel 2000 è andata a vivere a New York dove ha passato i successivi tre anni. “Sono andata per lavoro,” mi spiega “sono biologa e stavo facendo il mio Ph.D. E’ molto comune andare fuori di Italia in questo campo di lavoro e quando questa occasione è arrivata l’ho colta! A New York mi sono trovata bene ma è stata anche dura stare da sola per la prima volta. Lì ho conosciuto un sacco di gente nuova da tutto il mondo. E’ stata una bellissima esperienza però mi mancavano gli amici e la famiglia ed era difficile non avere lo stesso background culturale, insomma non mi sentivo simile agli americani. Sono anche molto competitivi e non mi piacciono né il loro sistema sanitario nè il sistema educativo. Non volevo vivere lì per sempre e non avrei voluto crescere dei figli lì.”

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Ci sono voluti solo sei mese per crearsi delle amicizie a New York
al confronto dei tre anni che ci sono voluti a Roma.
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Le chiedo come mai è arrivata a Roma: “Quando ho deciso di tornare in Italia non volevo tornare a Napoli,” mi dice “sarebbe stato troppo piccola per me dopo New York. Penso che ci sono solo due città in Italia grandi come New York: Milano e Roma. Milano è troppo grigia e brutta. Roma invece è bellissima e poi c’è anche il mio fratello che vive qua e inoltre è solo a due ore da Napoli quindi è facile tornare a trovare amici e parenti lì.” Mi dice che i Romani però non sono aperti come i Napoletani e neanche come la gente di New York: ci sono voluti solo sei mese per crearsi delle amicizie a New York al confronto dei tre anni che ci sono voluti a Roma. Mi dice che alla fine New York, Roma e Napoli sono abbastanza simili: c’è il sole anche se New York è un po’ più fredda, tutte e tre sono bellissime città, e c’è l’acqua – una cosa importante per lei- “che sial mare, oceano o l fiume non potrei vivere in un posto senza acqua e nemeno in una città anonima” mi dice.

Per arrivare in quartiere stamattina ho preso tre autobus – secondo il consiglio del sito web di ATAC, l’azienda che si occupa dei mezzi pubblici a Roma. Federica mi guarda e mi dice che sarebbe stato meglio prendere il tram 19 che passa a poca distanza da casa mia e poi passa vicino a casa sua. Arriviamo insieme alla fermata del tram solo per vederlo partire. L’autobus numero 3 arriva quasi subito e lo prendiamo. Federica va a lavoro ed io continuo fino a Porta Maggiore dove cambio e prendo il trenino che mi porta a casa. Molto più facile tornare a casa che arrivare stamattina. Mi rendo conto che ho tanto da imparare su come funzionano i mezzi di Roma: devo studiare ed imparare bene! Poi, devo chiedere al mio amico quando sarà la prossima festa!