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Sabrina

[Versione italiana di seguito]

Sabrina, a real Roman artist, meets me in front of D’Antoni in via Dino Penazzato just after 11am on this beautiful Saturday morning. She asks if I’ve already had breakfast and confesses that she’s already had “Nescafé which isn’t really coffee!” I agree completely and think about how many times I’ve drunk dirty water before living in Italy! Sabrina sometimes comes here: “I’ve got a friend close to here and sometimes we have pre-dinner drinks but this is the first time I’ve had breakfast here.”

Apart from five years in which she spent her days divided between Rome and Milan, she’s always lived in Rome: “Even if I miss Milan a little” she says “my world is here. I have lots of contacts and friends in the art world and as you know I paint the suburbs of Rome. Milan is different but not always gray as everyone thinks. It’s smaller and perhaps in the art world that’s a good thing. Rome is too big and dispersed and it’s difficult to follow everyone whereas in Milan it is possible.”

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a teacher should help students leaving them space and respecting their way of expressing themselves
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Sabrina is a self-taught artist even if she went to Art high-school and the Accademia di Belle Arti in Rome. I tell her about my teacher at school who showed one of my drawings to the class to make everyone laugh – since then I haven’t tried to draw. She tells me that a teacher should help students “leaving them space and respecting their way of expressing themselves, at the Academy it wasn’t always like that. I painted at home and took my works there only for exams.”

In those years, experimenting with various techniques, she discovered a way of painting using acoustic insulating paint: “It created a dirty effect: very apt for my style” she explains “once it was used for DIY work under the chassis of the Fiat 500, but now it’s becoming difficult to find.” She tells me that as well as painting she used to do etching, explaining the procedure of using acid, thinking in negatives. It’s a method that takes a lot of time compared to paining and so, for now, she’s unable to have a studio only for etching.

Amongst the subjects Sabrina paints are buildings in the suburbs of Rome, flyovers, industrial scenes and old cars: “Often people look at my paintings and are surprised to find that the artist is a woman,” she says “thinking that these subjects are the handiwork of a man’s eye. It’s a prejudice to think that images of countryside and “softer” images are those of a woman.” I’ve noticed the same thing in the photographic world and in music: categorising photographers as “women photographers” and music as “female rock” does not make sense to me and neither does it to her.

Speaking about music we work out how we know each other: it’s through a friend in common, Fabio Mele, the bassist with the Rome-based group MUG, that I first met Sabrina through MySpace and then Facebook. “Really, she says “Fabio and I met each other years ago before MySpace existed. We spoke about music using a chat programme and then I went to some MUG concerts. But it’s been a while since we saw each other.” Sabrina and I met last December at the Open Studio event organised by Piano Creativo where Sabrina has her studio which she shares with another artist, Flavia Dodi. “The studio is a little far from my house” she says “so I also paint at home. I paint while listening to music and lose myself in my own world. I am very comfortable in the studio too with Flavia because we encourage each other and share ideas. Our studio, Spazio 420, is in Circonvallazione Giancolense: there are 12 artists each with their own style.”

The world of art isn’t easy, unfortunately it’s possible to run into art dealers, or so-called art-dealers, who don’t know how to do their job and there is a need to take care… “in Rome when they can take advantage of you, they do.” Recently a book called “Roma Visionaria” edited by Lucia Collarile containing works by Sabrina was released: “It was published in December 2011” says Sabrina “and is about Rome as seen and told through the eyes of various artists. I worked with five other artists including Pablo Echaurren. It is an honour for me to exhibit my work in a book with him.”

Breakfast over; we arrange to see each other at the next MUG concert or at her up-coming exhibition at the beginning of February. Walking back home I reflect on the fact that I’m very lucky to know such inspiring people as Sabrina.

[Italiano]

Sabrina, un’ artista Romana “doc”, mi incontra di fronte D’Antoni in via Dino Penazzato appena dopo le 11 in questo bellissimo sabato mattina. Mi chiede se ho già fatto colazione e confessa che ha già preso “il Nescafè che non è caffè!” Sono d’accordissimo e penso quante volte ho bevuto l’acqua sporca prima di vivere in Italia! Sabrina frequenta il bar a volte: “ho un amica qua vicino e a volte prendiamo un aperitivo ma questa è la prima volta che ci faccio colazione.”

A parte cinque anni in cui ha passato giorni tra Roma e Milano, è sempre vissuta a Roma: “Anche se mi manca un po’ Milano,” mi dice “il mio mondo è qua. Ho tanti contatti e amici nel mondo artistico e come sai dipingo anche le periferie di Roma. Milano è diversa ma non è sempre grigia come pensano tutti poi è più piccola e nel mondo artistico forse è una cosa bella. Roma è troppo grande e dispersiva ed è difficile seguire tutti mentre a Milano è possibile.”

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un insegnante dovrebbe aiutare gli studenti lasciando spazio e rispettando il proprio modo di esprimersi
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Sabrina è una pittrice autodidatta anche se ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Roma. Le racconto una storia della mia professoressa a scuola che ha mostrato un mio disegno alla classe per far ridere tutti – dopo quel giorno non ho più provato a disegnare. Mi dice che un insegnante dovrebbe aiutare gli studenti “lasciando spazio e rispettando il proprio modo di esprimersi, in Accademia questo non sempre accadeva. Io dipingevo a casa e portavo i miei lavori solo durante gli esami .”

In quegli anni, sperimentando varie tecniche, ha scoperto un modo di dipingere usando l’antirombo: “Crea un effetto sporco molto adatto al mio stile” mi spiega ”una volta si utilizzava sotto le scocche delle Fiat 500 per i lavori faidatè, ma ora sta diventando difficile trovarlo in ferramenta.” Mi spiega che oltre a dipingere utilizza la tecnica dell’incisione, spiegandomi il procedimento con l’uso degli acidi e il ragionamento in negativo dell’acquatinta. E’ una pratica che porta avanti con un tempo più dilatato rispetto alla pittura, in quanto per ora, non possiede un laboratorio solo per l’incisione.

Tra i soggetti di Sabrina ci sono i palazzi delle periferie di Roma, le tangenziali, le scene industriali, le vecchie macchine: “Spesso la gente che osserva i quadri si stupisce scoprendo che l’autore è una donna” mi dice “pensando che questi soggetti siano il frutto di una mano e un occhio maschile. E’ un pregiudizio associare l’immagine di un paesaggio più ‘soft’ alle donne.” Ho notato la stessa cosa anche nel mondo della fotografia e della musica: la categorizzazione dei fotografi come “fotografi donne” o della musica come “rock al femminile” non ha senso per me e mi dice neppure per lei.

Parlando della musica viene fuori come ci siamo conosciuti: è tramite un amico in comune, Fabio Mele il bassista del gruppo romano MUG che ho trovato Sabrina prima su MySpace e successivamente su Facebook. “In realtà” mi dice “Fabio ed io ci siamo conosciuti anni fa anche prima di MySpace. Abbiamo parlato di musica tramite una programma chat e poi sono andata a qualche concerto dei MUG. Ma è un bel po’ che non ci vediamo.” Io e Sabrina ci siamo conosciuti a dicembre scorso in occasione di Studi Aperti di Piano Creativo dove Sabrina ha il suo studio di pittura che condivide con un altra artista, Flavia Dodi. “Lo studio è un po’ lontano da casa mia” mi dice “per questo dipingo anche a casa. Dipingo ascoltando la musica e mi perdo nel mio proprio mondo. Mi trovo molto bene quando sono a studio con Flavia perché ci incoraggiamo e condividiamo idee. Il nostro studio, Spazio 420, si trova in Circonvallazione Giancolense, siamo 12 artisti ognuno con il suo stile”

Il mondo dell’arte non è facile, purtroppo può capitare di imbattersi in galleristi, o presunti tali, che non sanno fare il loro lavoro, bisogna stare molto attenti..”a Roma quando possono fregarti lo fanno”. Ultimamente è uscito un libro “Roma Visionaria” curato da Lucia Collarile, che contiene dei quadri di Sabrina: “E’ stato pubblicato a dicembre del 2011” mi dice “e parla della città di Roma vista e raccontata dagli occhi di vari artisti. Ho collaborato con altri cinque artisti fra cui Pablo Echaurren, per me un onore esporre in un libro con lui.”

Finita la colazione ci mettiamo d’accordo che ci vediamo o al prossimo concerto di MUG o alla sua prossima mostra che sarà all’inizio di febbraio. Tornando a piedi a casa rifletto che sono contento di conoscere le persone ispiratore come Sabrina.

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